Quando si pensa alla robotica applicata alle farmacie, l’immagine più comune è quella di bracci meccanici che smistano scatole di medicinali sugli scaffali automatizzati.
Questa percezione non è sbagliata perché l’automazione logistica rappresenta oggi la forma più diffusa e concreta di robotica farmaceutica ma, accanto a questo scenario consolidato sta emergendo un campo di ricerca più recente e, per certi versi, più sorprendente. Quello dei robot sociali capaci di interagire direttamente con il paziente e di fornire informazioni sui farmaci.
L’automazione come primo passo
Le farmacie di comunità, ovvero gli esercizi di prossimità radicati nel territorio e spesso il primo punto di contatto per i pazienti, utilizzano già sistemi robotici per la dispensazione automatizzata in diversi paesi. Nel Regno Unito, la farmacia Cross Chemist a Benfleet, in Essex, ha introdotto un dispositivo capace di riconoscere, tramite codice a barre, oltre 11.000 confezioni al mese, di selezionarle e di instradarle al personale, dando priorità ai prodotti con scadenza più imminente (Woodward & Knight, 2026).
Hema Patel, farmacista titolare della farmacia, racconta che l’automazione ha liberato tempo al personale. I farmacisti possono dedicarsi alla consulenza clinica anziché al controllo manuale delle confezioni.
I risultati sono concreti e misurabili:
- meno errori di consegna;
- minore carico di lavoro per il personale;
- tempi di consegna più rapidi.
In questo caso, non si parla di robotica sociale e queste macchine non interagiscono con il paziente né simulano una comunicazione interpersonale restano però un tassello di un panorama più ampio per la trasformazione tecnologica delle farmacie e, probabilmente, quello con cui la maggior parte dei pazienti ha già avuto, senza saperlo, un contatto indiretto.
Dall’automazione logistica alla robotica sociale
Accanto allo scenario industriale si sta sviluppando un filone di ricerca diverso: robot progettati per interagire con il cliente in un contesto sociale, non solo meccanico.
Il progetto più avanzato in questo ambito è PharmAInteraction, dell’Università Åbo Akademi in Finlandia. Il gruppo di ricerca ha testato il robot sociale Furhat come supporto al farmacista nella consulenza. Furhat ha un volto capace di espressioni facciali personalizzate e può conversare in più lingue (Sandvik, 2022). Nel progetto pilota è stato previsto fornire informazioni sui contraccettivi d’emergenza, un ambito scelto proprio per la sua delicatezza.
Una revisione della letteratura scientifica condotta dallo stesso gruppo ha esaminato l’uso dei robot sociali nei processi di gestione dei farmaci a livello internazionale (Andtfolk, Rosenberg, Hägglund, & Estman, 2025) ed emergono applicazioni nella dispensazione, nella somministrazione assistita, nel monitoraggio della continuità terapeutica.
Il dato più interessante non è che il robot ricordi al paziente di seguire la terapia ma che venga percepito come un interlocutore che non giudica. Cambia la natura stessa dell’interazione, da strumento che esegue un compito a presenza che modifica il modo in cui una persona vive la consulenza. Vale la pena chiedersi se sia proprio questa percezione, più che la funzione pratica, a determinare se un paziente sceglierà di rivolgersi al robot o meno.
Cosa dice la ricerca su farmacisti e pazienti
I farmacisti coinvolti in uno studio qualitativo finlandese hanno mostrato un atteggiamento equilibrato nei confronti di Furhat , ne riconoscono il potenziale del robot come complemento in caso di carenza di personale. Sottolineano però l’importanza, per loro e per il cliente, di mantenere e coltivare la relazione umana (Rosenberg, Andtfolk, Hägglund, Wingren & Nyholm, 2024).
Due elementi in particolare hanno convinto i farmacisti coinvolti:
- la capacità del robot di comunicare in più lingue, molto utile nei contesti multiculturali;
- la possibilità di offrire un’interazione priva di giudizio su argomenti delicati, in cui il timore del giudizio altrui può scoraggiare il paziente dal porre domande.
E i clienti, cosa ne pensano? Una ricerca condotta su giovani adulti tra i 20 e i 40 anni che hanno interagito con Furhat in uno scenario simulato ha rivelato reazioni molto diverse tra loro (Hägglund, Andtfolk, Rosenberg, Wingren, & Nyholm, 2024). Alcuni partecipanti diffidavano completamente del robot rispetto ad altri che si sono mostrati entusiasti. La differenza sembra dipendere da quanto il robot riusciva a trasmettere affidabilità attraverso il comportamento comunicativo, lo sguardo, la capacità di rispondere in modo pertinente.
Un dato ricorrente nelle interviste riguarda l’opinione dei diversi partecipanti, i quali, si sentivano maggiormente a proprio agio nel discutere di argomenti sensibili proprio perché il robot non esprime disapprovazione, a differenza di quanto talvolta accade con il personale umano.
Uno scenario ancora in evoluzione
La robotica sociale in farmacia resta in una fase sperimentale, condotta soprattutto in ambito universitario, con gruppi di partecipanti ancora piccoli. Le stesse ricerche finlandesi segnalano la necessità di ulteriori sviluppi tecnici, in particolare per quanto riguarda la capacità dei robot di gestire le domande di follow-up e di offrire un’interazione meno meccanica.
Il concetto di “robot in farmacia” oggi comprende realtà molto diverse tra loro, ci sono macchine che ottimizzano la logistica interna e sistemi pensati per accompagnare il paziente nei momenti di vulnerabilità ed in ogni caso nessuno dei due sostituisce il farmacista, ma invece entrambi lavorano al loro fianco integrandosi nel contesto con modalità differenti.
È lo stesso principio alla base di soluzioni come Aphel, pensate per supportare il personale clinico in contesti ospedalieri e ambulatoriali, attraverso un’interazione sociale calibrata sulle esigenze della persona assistita e del contesto operativo.
Fonti
- Andtfolk, M., Rosenberg, S., Hägglund, S., & Estman, L. (2025). Examining the use and outcomes of social robot interventions in medication processes: A scoping review. Finnish Journal of eHealth and eWelfare.
- Hägglund, S., Andtfolk, M., Rosenberg, S., Wingren, M., & Nyholm, L. (2024). Do you wanna dance? Tales of trust and driving trust factors in robot medication counseling in the pharmacy context. Frontiers in Robotics and AI.
- Rosenberg, S., Andtfolk, M., Hägglund, S., Wingren, M., & Nyholm, L. (2024). Social robots counselling in community pharmacies: Helping or harming? A qualitative study of pharmacists’ views. Exploratory Research in Clinical and Social Pharmacy.
- Sandvik, C. (2022). Hälsoroboten sträcker ut en hjälpande hand. Åbo Akademi.
- Woodward, S., & Knight, M. (2026). How AI and robots help ease pressure on pharmacies. BBC News.